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lunedì 9 gennaio 2017

Ravioli simil-cinesi in padella

Dall'ultimo post è passato poco più di un anno. 
Un bel po' direi. Non è stata mancanza di tempo, piuttosto scarsa voglia di fare foto. Non c'è mai la luce giusta e io non sono chissachè esperta. Insomma ogni scusa è buona. Poi ho "scoperto" instagram. Io adoro cucinare, leggere, provare e condividere ricette. Però, ammettiamolo, fotografare con cura un piatto, aspettare i tempi biblici perchè il computer si avvi, scaricare le foto, scrivere la ricetta, è piuttosto macchinoso. Ma instagram è diverso, un "clic" e condividi la ricetta. Ovvio dipende cosa cerchi. Se punti alla qualità della foto magari non è il mezzo giusto. D'altra parte per condividere idee, cercare ispirazioni è stata una grande scoperta. Non mi ero dimenticata del blog ma la pigrizia si era impossessata di me e io e la costanza non andiamo troppo d'accordo. 
Ieri mentre preparavo il pranzo la mia dolce metà però mi ha fatto tornare in mente il blog. Mentre formavo questi ravioli simil-cinesi mi dice "Poi gli fai la foto vero?". Io ho risposto che certo l'avrei fatta, con il telefono, come sempre. Lui ha fatto una faccia strana e mentre continuavo a formare i ravioli pensavo al blog. Quando li stavo cuocendo mi son detta che alla fine anche se la foto non è il massimo poteva essere un'idea ritornare con qualche ricettina ogni tanto, anche se instagram alla fine resterà il mio canale preferito. Dall'ultima ricetta è passato tanto tempo e di certo ne passerà molto prima che io torni con altre ricette. Sono in arrivo delle belle novità e mi sa che cucinare e fare foto non saranno più le mie priorità. 

Dopo questa introduzione un pochino confusa direi che una ricetta non ricetta è perfetta. Alla fine è solo un'idea e soprattutto una scusa per vedere che fine avesse fatto il mio blog!
(dosi per circa 30 ravioli)

Ingredienti:
200g di farina di grano tenero semintegrale (macinata a pietra)*
100g di acqua calda*
sale
olio

verdure saltate per il ripieno*
salsa di soia per servire

Procedimento:
Preparare il ripieno in modo che le verdure abbiano il tempo per raffreddarsi. Si può utilizzare che verdure si preferisce ma per avere un gusto che ricorda il ristorante cinese consiglio un mix che contenga almeno porro e verza.
Per la pasta mettere in una ciotola la farina setacciata, un pizzico di sale e uno/due cucchiai d'olio.
Unire l'acqua calda e mescolare con una forchetta. Poi impastare a mano sulla spianatoia. Quando l'impasto sarà liscio e omogeneo avvolgere in pellicola e lasciare riposare almeno mezz'ora (va bene anche un'ora o più).
Riprendere l'impasto e stendere il più sottilmente possibile sulla spianatoia cosparsa di farina o semola. Ricavare dei cerchi, farcire e sigillare bene.
Scaldare una padella antiaderente con dell'olio d'oliva. Quando sarà ben caldo far dorare la base dei ravioli. Una volta dorati unire poca acqua ben calda, coprire e aspettare evapori (un paio di minuti). 
Tenere in caldo in una pentola con coperchio scaldata e procedere con la cottura degli altri ravioli.
Servire con abbondante salsa di soia.

*
-a seconda del tipo di farina che si utilizza potrebbe essere necessaria più o meno acqua
-per il ripieno si possono utilizzare le verudre che si preferisc, unire del tofu, del seitan, quello che si vuole
 

martedì 31 marzo 2015

Gnocchi di semolino (Veg)

Amo gli gnocchi in ogni loro declinazione. 
Si sarà forse capito dal fatto che la maggior parte delle ricette salate che ho pubblicato sono tipi di gnocchi. Gli gnocchi alla romana era l'unico tipo che faceva sempre mia mamma. Di solito li preparava quando c'era qualche ricorrenza. Questi li condiva con il sughetto di verdure che veniva tolto dalla cottura dell'anatra. Con il passare degli anni li abbiamo fatti molto meno spesso. 
Qualche giorno fa mi sono tornati in mente e così, complice la primavera che si fa attendere, ho approfittato per accendere il forno e sperimentare. 
Io li ho conditi con un battuto di sedano, carota e cipolla stufato a lungo con dell'alloro. Sopra ho messo una besciamella allo zafferano e qualche semino di sesamo nero. Secondo me però è meglio senza besciamella così risaltano i cerchi degli gnocchetti! Le dosi del sugo non le riporto perchè andrà benissimo qualsiasi verdura stufata o sugo avanzato. Sono molto più leggeri degli originali che prevedono uova, burro, parmigiano. Inoltre sono davvero facilissimi da fare e si possono preparare in anticipo.
Ingredienti:
1 1/2 cup (250g circa)
2 cup di bevanda di soia (500g circa)
2 cup di acqua (500g circa)
sale
curcuma, noce moscata
2 cucchiai di olio

Procedimento:
In un paiolo mettere l'acqua,la bevanda di soia, sale, un cucchiaino raso di curcuma, noce moscata a piacere e l'olio. 
Nel frattempo prepare un piano di marmo pulito leggermente unto o inumidito di acqua.
Quando l'acqua starà quasi per bollire spostare la pentola dal fuoco e mescolando con una frusta versare a pioggia il semolino. Fare molta attenzione che non si formino grumi: se si dovessero formare è praticamente impossibile toglierli. Rimettere quindi sul gas e cuocere mescolando con un mestolo di legno finchè non si sarà addensato. Ci vorranno un paio di minuti e il risultato sarà una sorta di polentina. A questo punto versare il semolino sul piano di marmo cercando di stenderlo in uno strato uniforme di circa 1cm. Per stenderlo aiutarsi con un cucchiaio o un coltello che inumidirete di acqua. Se non avete un piano di marmo di può usare una teglia unta oppure si potrebbe provare con la carta da forno magari stendendo con tra due fogli con il mattarello.
Lasciare raffreddare.
Una volta freddo tagliare con un coppapasta o con un bicchiere inumidito. Ungere una pirofila e disporre "gli scarti" non tondi che avanzeranno dagli gnocchi. Condire con qualche cucchiaiata di verdure o del sugo scelto, disporre gli gnocchi leggermente sovrapposti, condire in superficie e mettere in forno caldo fino a doratura.

giovedì 26 marzo 2015

Zuppa piccante di cavolo nero e fagioli cannellini (Veg)

Non sono un'amante delle shopping sfrenato e delle mode nel vestire. D'altro canto alle mode in ambito culinario non riesco a resistere. Ora che si vedono le foto di mille piatti e ricette su blog, Facebook, Instagram e altri social network confesso che mi è difficile resistere. In questo caso vedevo foto di cavolo nero un po' dappertutto. Vedevo quei pesti di colore verde brillante o zuppe di fagioli e cavolo. A questo si aggiunge il mio amore per le crucifere. Io però quel cavolo di cavolo di non lo trovavo da nessuna parte. Quando finalmente l'ho trovato ho fatto e rifatto il pesto/crema più volte. L'ultima volta però ho provato a fare una zuppa con i fagioli cannellini, insomma un piatto che voleva riprodurre la famosa ribollita, piatto che in realtà non ho mai mangiato. A modo mio però (leggasi: con quello che avevo in casa). 
Le dosi sono puramente indicative e dipende dai gusti. In ogni si otterra un'ottima zuppa da accompagnare con un buon pane fresco fatto in casa.
Ingredienti:
fagioli cannellini (circa 100g secchi ammollati 12 ore)
alloro
 
200g di cavolo nero
una costa di sedano
una cipolla
una carota
una patata
peperoncini freschi
timo fresco
olio evo
sale grosso

Procedimento:
Dopo aver lasciato i fagioli cannellini a bagno per 12 ore farli bollire in acqua non salata con le foglie di alloro. Quando saranno cotti scolarli tenendo l'acqua di cottura.
Lavare il cavolo nero e tagliare a rondelle i gambi più duri e coriacei e a pezzi grossolani le foglie.
Sbucciare la patata e dividerla in quattro parti.
Tritare finemente i peperoncini freschi lavati.
Lavare e staccare dai rametti il timo fresco. Sconsiglio di usare quello secco, se non si ha il timo si può omettere.
Tritare finemente cipolla carota e sedano dopo averli puliti e lavati. Farli rosolare in una pentola con un filo d'olio. Appena le verdure saranno appassite unire il cavolo, i peperoncini, la patata, il timo e l'acqua di cottura dei fagioli. Non esagerare con con l'acqua, volendo si può unire altra acqua quando le verdure saranno cotte. Salare con il sale grosso, coprire con il coperchio e portare a cottura le verdure. Quando la patata sarà tenera schiacciarla con la forchetta. A questo punto frullare una parte dei fagioli con un po' del liquido della minestra e unire sia la purea che i fagioli interi nella pentola. A piacere si può scegliere di non frullare affatto i fagioli o di frullare anche una parte delle verdure. 
Servire la minestra calda. 
Consiglio di prepararla qualche ora prima di mangiarla o, ancora meglio il giorno prima.

mercoledì 12 novembre 2014

Gnocchi con farina di castagne al radicchio (Veg)

La resistena al calore delle mani credo si acquisisca dopo anni di cucina. Non parlo delle scottature nelle braccia o nel dorso delle mani fatte con la resistenza del forno o con i manici roventi delle pentole. Mi riferisco alla capacità di sopportare il calore con i polpastrelli e con il palmo della mano. A furia di volere spostare i biscotti roventi dalle teglie, di girare crepes o pani in padella si allena la propria resistenza. Dopo vari anni di allenamento si può quindi provare a fare gli gnocchi di farina per aumentare la sopportazione nel palmo della mano. Già tempo fa avevo provato gli gnocchi di farina e mi ero resa conto che ci voleva una buona sopportazione del calore. Oggi ho provato a variare la farina di quel tipo di gnocchi e mi sono ricordata del perchè avevo scritto "scottandosi uniformemente le mani". La farina di castagne ha un gusto forte e deciso, ricordando vagamente il sapore di affumicato. Se non amate i gusti decisi si può diminuire il quantitativo a favore di quella semintegrale (o farina 0). Ovviamente il condimento può essere scelto a piacere. Si sposerebbero benissimo con i funghi, ma credo che anche con un semplice burro di mandorle o olio siano ugualmente buonissimi.
(dosi per 4 persone)
Ingredienti:
Per gli gnocchi
250g farina castagne
150g farina semintegrale
400g acqua 
sale 
noce moscata
Per il sugo
3 cespi di radicchio rosso lungo (Treviso precoce)
1 cipolla viola
coriandolo
chiodi di garofano
1 cucchiaio di burro di mandorle
50-100 g latte di soia
sciroppo d'acero
olio
sale

Procedimento:
Portare a bollore l'acqua.
Setacciare le farine in una ciotola.
Salare, unire la noce moscata.
Versare la farina in un solo colpo e mescolare ottenendo un composto grumoso.
Trasferire l'impasto sulla spianatoia e lavorarlo fino ad ottenere un composto liscio e uniforme (oltre ad una scottatura uniforme delle mani). 
Ungere leggermente l'impasto, coprire con una ciotola e lasciar riposare una ventina di minuti.
Prelevare piccole porzioni d'impasto, lasciando coperto il resto. Formare dei salsicciotti spessi circa un dito. Tagliare a pezzettini piccoli un centimetro o poco meno. Con l'indice (o il pollice) formare la fossetta rotolando l'impasto sulla spianatoia. Più sono piccoli e la fossetta incavata più raccolgono il sugo. Come forma ricorderanno vagamente le orecchiette. Mettere su vassoi coperti di carta forno o lasciare sulla spianatoia e coprire con un canovaccio.
Nel frattempo preparare il sugo.
Tagliare finemente la cipolla e il radicchio pulito.
In un'ampia padella rosolare la cipolla con l'olio e i chiodi di garofano schiacciati con la parte piatta del coltello. Unirvi una parte del radicchio, salare e portare a cottura cuocerlo. Mettere nel bicchiere del minipimer. Se non piacciono si possono togliere i chiodi di garofano prima di frullare.Unire il burro di mandorle e il latte(quanto basta per ottenere una crema) e frullare.
Nel stessa padella rosolare senza aggiungere nulla il resto del radicchio. Quando avrà perso gran parte dell'acqua unire dello sciroppo d'acero. Trasferire in una ciotola e rimettere la crema nella padella.
Portare a bollore dell'acqua, salare e cuocere gli gnocchi (a più riprese) finchè vengono a galla. Una volta cotti togliere con una schiumarola e mettere nella padella con il condimento. Miscelare delicatamente con il condimento, impiattare e suddividere sui vari piatti il radicchio messo da parte.

domenica 9 novembre 2014

Crepes (Veg)

Crepes, crespelle, omelette. 
Non ho mai avuto una gran passione per questo genere di preparazioni. Le crepes abbondantemente farcite e poi gratinate le mangiavamo raramente e solitamente durante le feste. Quando ho deciso di volerne provare una versione alternativa vegan non mi aspettavo questo risultato. Queste "finte crepes" si cucinano a meraviglia, sono morbide e flessibili e si prestano ad accogliere qualsiasi tipo di ripieno. Io le ho utilizzate come fossero dei canelloni e farcite con zucca e funghi. Sopra una simil besciamella e una breve gratinatura in forno. Un piatto più elaborato e gustoso ma tutto sommato più leggero delle versioni classiche.
(dose per circa 12 crepes cotte in padellina da 24cm di diametro)
Ingredienti:
250g  farina 0
250g latte di soia
250g latte di riso
2 cucchiai di olio
1/2 cucchiaino di curcuma
sale

Procedimento:
In una ciotola setacciare la farina.
Unire la curcuma(per colorare l'impasto) e il sale.
Con una frusta incorporare il latte mescolando bene in modo da eliminare eventuali grumi.
Miscelarvi l'olio, coprire e far riposare 30 minuti o più in frigo.
Scaldare una padellina (24cm di diametro) leggermente unta e versare un mestolino di pastella roteando la padella per distribuire uniformemente. Quando si formano delle bolle e inizia a staccarsi dai bordi staccare delicatamente, girare e far cuocere qualche istante anche dall'altro lato.
Mettere su un piatto e procedere fino ad esaurimento della pastella.
Farcire a piacere con dolce o salato.

martedì 7 ottobre 2014

Gnocchetti di patate (Veg)

Il tempo. Un ingrediente preziosissimo, in cucina e nella vita. Tante volte si è solo pigri e non si ha voglia di fare, di stare ad ascoltare. Ci si accorge poi delle occasioni sprecate. Basterebbe prendersi il tempo per riflettere su cosa è più importante e non doversene rendere conto quando ormai è troppo tardi. 
Il tempo non si compra, quello che dedichiamo agli altri è un regalo per loro, ma anche per noi. 
Questa ricetta è della mia carissima amica Serena che mi ha fatto vedere come li fa una delle prime volte che sono stata a trovarla. 
Più che una ricetta da seguire al grammo è una "traccia". Le patate sono tutte diverse, assorbono l'acqua in modo differente e con un po' di pratica si capisce quanta farina aggiungere. Lei mi ha spiegato come farli ormai qualche anno fa. Io da pessima allieva li ho provati solo recentemente. Sono buonissimi con qualsiasi sugo ma io vi consiglio di provarli come vuole la tradizione delle sue parti. "I gnuccat" si condiscono con un sughetto semplice: cipolla rosolata, polpa di pomodoro e salvia. Buonissimi!
Ingredienti:
patate
farina
sale
noce moscata

Procedimento:
Prima di iniziare pesare la patate e pesare lo stesso quantitativo di farina. 
Lessare le patate (con o senza buccia). Quando  sono ben cotte scolatele (conservando l'acqua per la cottura degli gnocchi). Schiacciarle nello schiacciapatate (ma va bene anche una forchetta o il fondo di un bicchiere). 
Unire un pizzico di sale e di noce moscata,
Iniziare ad impastare unendo la farina. Lavorare l'impasto sulla spianatoia aggiungendo quanta farina serve. Il composto dovrà essere morbido ma non appiccicoso. Potrà essere necessaria meno farina di quella pesata quindi unirla in più riprese.
Prelevare delle porzioni d'impasto e formare dei cordoncini di circa 1 cm di diametro.
Tagliare dal cordone d'impasto dei pezzi di circa 1,5-2 cm ed esercitando una leggera pressione con il pollice farli rotolare sui rebbi della forchetta per formare le rigature.
Mettere a bollire l'acqua (quella delle patate o altra), salarla e quando bolle buttarci gli gnocchi. Quando vengono a galla far cuocere qualche  minuto. Scolare e far saltare qualche minuto nel condimento scelto.

martedì 16 settembre 2014

Gnocchi di polenta (Veg)

Guardando le ricette che ci sono sul mio blog si potrebbe pensare che mi nutra solo di dolci. 
Vi assicuro che non è così (anche se non mi dispiacerebbe). 
In cucina mi piace sperimentare anche nel salato ma di solito quando il piatto è pronto ci si mette a tavola senza pensare a fare foto. Questa volta volta però sono rimasta così colpita dal risultato che non ho potuto resistere. Non mi aspettavo questo risultato e una foto in rapidità gliel'ho fatta! 
Sono nati da polenta con grano saraceno avanzata. La polenta è buonissima appena fatta e diventa utile e versatile nei giorni seguenti. Basta avere un po' di fantasia. Avevo visto tempo fa degli gnocchi fatti con la polenta, e così ho sperimentato. Il sugo è semplicemente cipolla rosolata con olio e salvia. Poi sul piatto abbondante pepe nero. Essendo una polenta saporita data la percentuale di grano saraceno, la semplicità del sugo ha esaltato il gusto degli gnocchi. O meglio, diciamo che avevo poca fiducia sulla riuscita del piatto così il sughetto è volutamente semplice, ma largo alla fantasia!
(dosi per due porzioni abbondanti)
Ingredienti:
350g di polenta fredda*
100g farina di farro integrale*
100g farina grano tenero semintegrale*
farina per spolverare

*
La polenta era con farina di mais e grano saraceno. La quantità di farina da aggiungere è puramente indicativa e dipende dal rapporto tra acqua e farina usato per fare la polenta. Volendo per dare maggiore solidità agli gnocchi si può aggiungere all'impasto un cucchiaio di farina di ceci o di fecola sciolta in poca acqua.

Procedimento:
In una ciotola impastare con le mani prima solo la polenta, poi unire la farina. Non aggiungere subito tutta la farina: potrebbe esserne necessaria di meno o di più a seconda di quanto consistente avete fatto la vostra polenta.
Una volta che l'impasto sarà più o meno omogeneo lavorarlo brevemente sulla spianatoia spolverata di farina.
Procedere come per gli gnocchi classici. Prelevare piccole porzioni d'impasto e formare dei cordoncini, tagliare a pezzetti, premere leggermente sui rebbi della forchetta per ottenere le rigature ( o utilizzare il rigagnocchi). 
Portare a bollore abbondante acqua salata con un goccio d'olio.
Versarvi gli gnocchi e quando vengono a galla lasciar bollire qualche istante. 
Scolarli con una schiumarola e versarli nella padella in cui avrete preparato il sugo. 
Saltarli brevemente a fuoco vivo e gustare caldi.

giovedì 29 agosto 2013

Gnocchi di farina

Giovedì gnocchi!

Sì, ma di farina.
Gli gnocchi a casa mia non si sono mai preparati abitualmente. Di solito quelli buoni, quelli fatti in casa si mangiavano dalla nonna. 
Io ho provato una sola volta ma sorvoliamo. Se non ricordo male (che ne son passati di anni) erano venuti più o meno una schifezza. Così, una delle volte in cui sono stata da Serena, ha preparato (con il mio fondamentale aiuto...ihihihih scherzo, chissà che pastroccio veniva altrimenti) i suoi gnocchetti patate. 
Ottimi senza dubbio.
Ma io sono pigra, non sempre ho delle patate decenti in casa e a casa mia gli gnocchi non vanno a genio proprio a tutti.
Oggi essendo solo io e mia mamma (la più adattabile qua in casa, quella che non storce il naso davanti a piatti con un aspetto poco invitante ancor prima di assaggiare) a pranzo ho deciso di fare gli gnocchi!
Ma, ovviamente, niente patate in casa. Ottimo motivo per sperimentare una ricetta che avevo addocchiato tanto tempo fa e poi rivisto in tanti blog. Gli gnocchetti di farina! Breve ricerca in internet e visto che tutte le ricette bene o male si assomigliano...
Io scelto la ricetta del blog di Elvira , Un filo d'erba cipollina.

Solo due ingredienti, sugo a piacere. 
Facile no?


Ingredienti:
(per 2 persone)
250g farina 0
250g acqua
sale
noce moscata

Procedimento:
Far bollire l'acqua, salare e profumare con della noce moscata (o altro a piacere).
Versare la farina in un solo colpo. 
Mescolare cercando di formare una palla uniforme. Quando si stacca dalle pareti (anche se non è un impasto compatto ma ancora si sbriciola un po') versarlo sulla spianatoia e lavorarlo velocemente (scottandosi uniformemente le mani) fino a renderlo omogeneo.
Lasciare riposare coperto da una terrina 20 minuti circa.
Riprendere l'impasto ricavare dei rotolini, tagliarli a pezzetti e, volendo, passarli con il dito sui rebbi della forchetta.
Cuocere in abbondante acqua salata in cui è stato aggiunto un goccio d'olio.
Quando vengono a galla raccoglierli con la schiumarola e versarli nel sugo. 

In questo caso sono stati conditi con un sughetto di zucchine, fiori di zucca e zafferano.