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lunedì 3 febbraio 2014

Pandolce genovese

Natale è passato da un pezzo, ma per non dimenticarsi le ricette scritte su fogli volanti, o prese da riviste che rischiano di venire sepolte da altri giornali e libri...
Il pandolce genovese! 
Una versione molto rapida liberamente tratta da Sale&Pepe (dicembre 2012). La frutta candita può essere cambiata sia nella quantità che a seconda dei gusti, il risultato non penso cambierà molto. Si ottiene una frolla dorata, friabile e profumata che racchiude tanti canditi e uvette. Trovo che i semini d'anice pestati siano meravigliosi in quest'impasto, ma anche la scorza dell'arancia regala un profumo buonissimo!

(dose per 2 pandolci)

Ingredienti:
300g farina 00
10g lievito istantaneo per dolci
2 uova
100g di zucchero a velo (va bene anche semolato)
100g burro
100g arancia candita a cubetti
100g cedro candito a cubetti
100g uvetta ammollata e strizzata
50g pinoli
scarza agrumi e/o semi anice pestati

farina extra per canditi e spianatoia

Procedimento:
Setacciare farina, lievito, zucchero in una ciotola.
Formare una cavità al centro, sgusciarvi le uova e batterle con una forchetta.
Unire il burro a pezzetti e impastare breve.
A parte mescolare canditi, uvetta, pinoli e aromi con poca farina. Unire il mix all'impasto.
Trasferire sulla spianatoia infarinata e lavorare fino ad amalgamare.
Pesare e dividere a metà l'impasto formando due pagnotte rotonde alte circa due dita.
Mettere sulla lastra del forno coperta di carta da forno e cuocere 30-40 minuti a 175°C. A metà cottura ruotare i pani in modo che si dorino uniformemente.
Una volta raffreddati si possono conservare diversi giorni avvolti in carta da forno e alluminio o sacchetto per alimenti.

domenica 22 gennaio 2012

Gingerbread men

"Look in my face; my name is Might-have-been; I am also called No-more, Too-late, Fareweel."
-Dante Gabrielle Rossetti-

Il pensiero controfattuale. 
Letteralmente, ciò che è contrario ai fatti.
I nostri pensieri non si limitano a ciò che è accaduto realmente. 
No. 
Possiamo pensare a eventi possibili, probabili, impossibili, improbabili. Il pensiero controfattuale è quel pensiero che riguarda l'immaginare ciò che avrebbe potuto essere. Tutti quei pensieri che iniziano con il "...se...". Pensieri che, nella maggior parte dei casi partono da emozioni negative...e tante volte ci fanno sentire pure peggio. 
Ma, dicono, questi pensieri avrebbero una base funzionale in quanto dovrebbero avere degli effetti positivi: danno utili indicazioni per il comportamento futuro.
Sarà...

Tanto per tirarsi su il morale, una ricetta speziata. Dei biscottini che avrebbero il potere di tirarti su il morale solo per l'odore che sprigionano mentre cuociono in forno. 
La ricetta l'ho copiata (e ve la riporto paripari) da Serena, che ringrazio perchè oltre a sopportare tutte le mie domande mi ha pure aiutato con le dosi in cups.


Ingredienti:
(per oltre 1,7 kg impasto)
6 cups farina (840gr)
1/2 tsp lievito per dolci (2,5gr)
4 tsp zenzero in polvere
4 tsp cannella in polvere
1/2 tsp chiodi di garofano polverizzati
1/2 tsp sale

195 g burro
1 1/2 cups zucchero di canna (330gr)

2 uova grandi
400 g di miele di castagno/melassa
1 tbsp acqua

Procedimento:
Setacciare le polveri.
In una ciotola montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso.
Unire le uova, la melassa ( o il miele) e l’acqua. Sbattere finché il tutto non è ben amalgamato.
Unire metà della miscela di farina e amalgamare bene; quindi versare la restante farina e incorporarla al composto di melassa.
Dividere in due e avvolgere ogni metà, bene, in pellicola trasparente; mettere in frigo almeno 2 ore (meglio se si fa la sera per il giorno dopo e si lascia in frigo tutta la notte). Può essere fatto tre giorni prima di usarlo; prima di stendere l’impasto lasciarlo a temperatura ambiente per una decina di minuti.
Per formare i gingerbread men stendere l’impasto ad uno spessore di circa mezzo centimetro; ritagliare i biscotti; cuocere a 180°C fino a doratura (11-15 minuti).


giovedì 5 gennaio 2012

Panforte

Il profumo delle spezie è qualcosa che ha uno strano potere. Per tanti aspetti non mi piace molto il periodo natalizio (ormai praticamente concluso, ahimè), ma adoro quando si inizia a creare dolci profumati dalle spezie. Adoro l'odore che lasciano nell'ambiente la cannella, la noce moscata, il pepe, ... il profumo che spargono mentre si prepara il dolce, quello che rilasciano in cottura, e ancor di più il gusto che lasciano in bocca. Questi profumi danno l'idea di "casa", di "calore", di "tempo passato insieme", ... per certi aspetti, hanno l'odore del "Natale".


In ritardo sul Natale appena passato, ecco la ricetta del panforte. Un dolce zuccherino e speziato che si conserva a lungo (e devo dire che secondo me è pure più buono se lasciato riposare un po'). La ricetta l'ho presa dal blog Note di cioccolato (che a sua volta l'ha preso dal blog Un Déjeuner de Soleil). Sono stata davvero soddisfatta della riuscita, e ancor di più soddisfatta nel vedere che tutti l'hanno mangiato con piacere. 
Non è affatto difficile da fare, l'unico problema e che lo sciroppo si solidifica in fretta, quindi è più facile se vi fate aiutare: una persona versa lo sciroppo mentre l'altra mescola.
Le foto si riferiscono al primo tentativo, e seppur molto buono, era troppo alto. Al secondo tentativo ho allargato un po' lo stampo.
Io non ho usato l'ostia, ma il sapore non ne risente per nulla! 


Ingredienti:
125g di mandorle intere (senza pelle)
80g di nocciole (senza pelle)
150g di zucchero
100g di miele di acacia
200g di melone candito
100g di arancia candita
50g di cedro candito
50g di farina
3 cucchiaini da caffè di cannella
1/ cucchiaino di coriandolo
1/2 cucchiaino di noce moscata
1/2 cucchiaino di pepe bianco e/o nero
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano

Procedimento:
Passare rapidamente il melone e i canditi al mixer in modo che si tritino leggermente.
In una ciotola mescolare i canditi, la farina, la frutta secca e le spezie (eventualmente tritare chiodi di garofano, coriandolo, ... ).
In un pentolino scaldare a fiamma bassa lo zucchero e il miele e portare tutto a 120°C. 
Versare lo sciroppo sul mix di frutta secca, canditi e farina. Fare attenzione che lo sciroppo tende a solidificarsi in fretta. Per questo motivo è meglio versare una mano lo sciroppo e con l'altra mescolare.
Versare l'impasto in uno stampo foderato di carta da forno (sarebbe meglio mettere l'ostia sul fondo).
Cuocere a 150°C per circa 30 minuti: non deve scurire ma solo diventare omogeneo.
Far raffreddare bene e spolverizzare di abbondante zucchero a velo.
Ben sigillato si conserva a lungo a temperatura ambiente.




mercoledì 22 dicembre 2010

Spongata

La ricetta per l’amicizia perfetta esiste? È piuttosto impossibile…forse.
Prendi due ragazze una della provincia di Udine e una di Maranello. Entrambe hanno una grande passione per la cucina, ma soprattutto per i dolci. Una è pasticciona e sbadata: fa le dosi a caso, non si ricorda dove prende le ricette, non segna le modifiche che apporta alle ricette, si dimentica di aggiungere ingredienti in quello che prepara, cerca di dare fuoco alla casa incendiando accidentalmente canovacci o carta forno, brucia i mestoli (questo anche l’altra fanciulla a dire il vero, ihihih), … L’altra è più metodica: segue le ricette e se le modifica o se si lascia trasportare dall’ispirazione del momento si appunta tutto, pulisce sempre tutto bene, tiene ben in ordine i suoi “attrezzi” da lavoro, è ben organizzata,… 
Un giorno, la sbadata di turno, cercava una ricetta…ed ecco che la ragazza metodica accorse in suo aiuto. Da quel momento iniziò uno scambio di mail fino ad arrivare all’incontro di persona e alla nascita di un’amicizia che va aldilà del semplice scambio di consigli culinari. È forse quasi inevitabile che, sentendosi quasi ogni giorno (anche se le comunicazioni avvengono attraverso un computer), ci si trovi a parlare anche di problemi o cose che non rientrano nell’ambito cucina. Così, si inizia a conoscersi, a vedere quali sono le varie sfaccettature del carattere dell’altro. La “metodica” di cui sto parlando è Serena. Una ragazza tranquilla, ma non timida. È affettuosa e dolce, ma non per questo debole. È sempre disponibile per consigli e aiuti in ogni ambito, una di quelle persone che “quando può, fa”, e lo fa volentieri, senza farlo pesare.

Anche questa ricetta è decisamente merito suo. Diciamo che io non avevo una ricetta, dolce o salata che fosse, che per me “facesse Natale”. Lei sì. Questa quindi è proprio sua, o meglio, il dolce fa parte della tradizione Emiliana, ma le dosi sono state elaborate e modificate nel tempo da lei. E ora, grazie a Serena, anch’io avrò la ricetta del “Natale”.
Io riporto la sua ricetta. Se volete vedere il passo-passo passate dal suo blog.



Per circa 6 spongatine di diametro 11 cm, o 1 spongata classica (dm 20 cm), 1 da 14-15 cm, e 4 da 11 cm (dipende tutto da quanto volete sia alto lo strato di ripieno: io consiglio di non superare i 2 cm di spessore di ripieno, ma neanche di farlo troppo sottile, non deve esserci più pasta esterna che ripieno)

Ingredienti:
Per il ripieno
200 gr miele fluido
2 cucchiai di vino bianco secco
50/60 gr amaretti polverizzati
50 gr mandorle pelate e tostate*
90-120 gr noci sgusciate*
50 gr nocciole spellate e tostate*
1 manciata arachidi tritate (o 1 cucchiaio di pinoli interi)
100 gr canditi misti (in origine erano solo d'arancia e cedro)
1 manciata d'uvetta
1 cucchiaio di brandy
spezie: cannella in polvere, coriandolo in polvere, noce moscata in polvere, 4 chiodi di garofano polverizzati, pepe, cardamomo
se si hanno, secondo me stanno bene anche dei fichi secchi
(anche datteri? chissà...)
*dipende da come la si preferisce: se più “ricca”, o che si veda di più l’impasto “zuccheroso/mieloso”; nel primo caso, le dosi di frutta secca possono essere un po’ aumentate (ma senza esagerare! Altrimenti il composto non starà assieme! Fra mandorle, noci e nocciole mantenetevi sui 220 g se la volete “ricca”, 190 g se la volete più “mielosa” e morbida
Per la pasta
450 g farina
185 g zucchero
120 g burro temp ambiente
¾ di cucchiaino sale
1,5 cucchiai olio
vino bianco secco qb per ottenere un impasto consistente (ma che si riesca a stendere! non deve essere appiccicoso/molliccio)
zucchero a velo

Procedimento:
Mettere ad ammollare l'uvetta in acqua tiepida;
tritare la frutta secca (TRANNE I PINOLI) al coltello; ridurre i canditi quasi ad una pasta nel mixer (o comunque tritati molto fini al coltello);
mettere in una pentola il miele e il vino e far sobbollire a fuoco bassissimo per 2-3 minuti;
togliere dal fuoco ed aggiungere gli amaretti, la frutta secca, le spezie, rimettere sul fuoco a fiamma bassissima e lasciarvelo per qualche minuto, mescolando continuamente, togliere dal fuoco e aggiungere i canditi, i pinoli, l'uvetta scolata e strizzata, e il brandy;
coprire e lasciare a temperatura ambiente fino al momento di fare la spongata. (anche tre giorni, in modo che i sapori si amalgamino);
dopo il tempo di riposo del ripieno, fare la pasta impastando gli ingredienti, e fare le spongatine;
per formare le spongate: si stende la sfoglia molto sottile, si ritaglia un cerchio di diametro 10 cm, si mette il ripieno al centro compattandolo con le mani, e dandogli una forma un po’ a cupola, lasciando un centimetro circa di bordo, si copre con un cerchio più grande, diametro 11/12 cm, e si chiude ribaltando la spongata, e ripiegando i bordi sul cerchio più piccolo, premendo bene, quindi tornare a ribaltare la spongata: in questo modo non si vedono cornicioni... Per finire, cercare di arrotondare le spongatine facendole ruotare in senso orario con le mani (come se steste girando un volante, ma sempre nello stesso senso) e appiattendo nello stesso tempo un po’ la superficie  (e “spalmando”, contemporaneamente, il ripieno in tutto il centro della spongatina riempiendo eventuali parti vuote); è ok se a questo punto la spongata sembra avere degli “ematomi”, nel senso che la pasta lascia quasi intravedere il ripieno che sta sotto (certo, intravedere, ma che non si rompa); la pasta si gonfia in cottura, se la stendete già troppo spessa, crescerà ancora in cottura, e non è bene.
Metterle su una teglia foderata di carta forno, bucherellare la superficie coi rebbi di una forchetta, e spennellare la superficie di olio.
lasciare le spongate riparate, in luogo areato, per 24 ore (io le lascio nel forno spento).
Infornare a 170°/180°C circa forno ventilato (un po' sì e un po' no) per circa 20 minuti, fino a cottura e doratura della pasta (deve dorare leggermente, senza “seccarsi” troppo);
aspettare che si raffreddino un po’, poi avvolgere nella stagnola; attendere il completo raffreddamento e riaprire la stagnola, lasciare un paio d’ore all’aria, quindi spolverare bene di zucchero a velo (io preferisco premerlo sulla superficie con le mani per farlo aderire bene)
riavvolgere strette nella stagnola,
aspettare minimo 3 giorni per mangiare;
si conservano per anche 2 mesi, in luogo riparato e ben chiuse; se si vuole al momento di servirle, si può dare un’ulteriore spolverata di zucchero.
 
Con questa ricetta partecipo/iamo al contest "Aggiungi un bloggher a tavola"




Chissà se il mix tra queste due ragazze è azzeccato? Lo scopriremo con il tempo…